LE ELEZIONI ALLA SAPIENZA CARATTERIZZATE DAI BROGLI BARONALI E CLIENTELARI.

POCHI STUDENTI A VOTARE RISPETTO ALLE MIGLIAIA VISTE NELLE MANIFESTAZIONI.

Il nostro eletto in CDA sarà legato a doppio filo e senza
indugio alle scelte delle assemblee degli studenti e delle studentesse
di cui gli eletti non possono che esserne uno strumento dentro
istituzioni universitarie antidemocratiche e medioevali.

Le elezioni universitarie del 25 e 26 novembre alla Sapienza lasciano un dato evidente. Se sommando i voti delle Facoltà della Città universitaria i Collettivi sono la prima lista, il dato cambia radicalmente con i voti della Facoltà di Medicina e delle sedi distaccate di Latina e Pomezia.
Riteniamo uno scandalo senza simili in Europa che la maggioranza relativa dei voti per la rappresentanza studentesca vada ad una lista organizzata, propagandata e finanziata dal Rettore Luigi Frati (Vento di Cambiamento), prendendo la metà dei propri voti in una sola Facoltà (Medicina), guarda caso proprio quella di cui il Rettore è stato preside per molti anni.
Controllo dei seggi, timbri dello statino per il voto, studenti “accompagnati” ai seggi ed altro ancora. Abbiamo assistito alle peggiori irregolarità. Un vero e proprio scandalo baronale-clientelare che ha favorito anche le altre due liste vicine al Rettore (Lista Aperta e Sapienza in movimento) con cui c’è stato un vero e proprio scambio di voti e candidati, legato a clientele ed appalti dentro il più grande Ateneo italiano.
Non ci stupiamo allora che siano andati a votare solo 13.000 studenti e studentesse, appena il 10,6% degli aventi diritto. Pochissimi se confrontati con le decine di migliaia di studenti che dentro il nostro Ateneo si sono mobilitati in questi giorni contro il Decreto Gelmini esprimendo la propria partecipazione diretta. E sono le migliaia di studenti in movimento quelli dimostratisi veramente legittimati a parlare.
Il risultato ha mostrato bene - al contrario di quanto sostenuto dalla propaganda di Governo - quanto il potere baronale sia contro il movimento e la sua autorappresentazione.
Nonostante ciò se guardiamo le sole liste politiche presenti, il voto alle liste contro la Gelmini ha triplicato quello alla sola Alleanza Universitaria (che elegge un fascista vicino al foro 753, battendo al proprio interno l’area di Fini) anch’essa peraltro protagonista di irregolarità nelle sedi distaccate di Latina e Pomezia - con veri e proprie violenze davanti ai seggi - su cui abbiamo già presentato un esposto.
Nonostante tutto ciò la lista Collettivi in movimento-Anomalia Sapienza è l’unica lista di sinistra ad eleggere un consigliere in Cda, confermandosi prima lista nelle Facoltà di Scienze, Lettere, Filosofia e Psicologia, e raggiungendo ottimi risultati a Scienze politiche e Giurisprudenza. Le Facoltà dove i collettivi da anni lavorano per costruire vertenze e mobilitazioni.
Il nostro eletto lo vincoliamo da subito alle assemblee in mobilitazione. I nostri candidati infatti ruoteranno a turno in Cda, e seguiranno il mandato vincolante del movimento.
L’Onda infatti si rappresenta da sola.
L’Onda continuerà a travolgerli, a cominciare dalla pretesa dal Cda al non aumento delle tasse universitarie nei prossimi anni, gli anni appunto dei tagli previsti dalla 133, e che noi non vogliamo pagare.
Con ancora più forza di prima, ripetiamo: Tutto il potere al movimento!

Collettivi Universitari

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