Archive for the 'Rassegna stampa' Category

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Rassegna stampa - Lettera al Bresciaoggi

Sabato 13 dicembre 2008
dalla rubrica “Lettere” del Bresciaoggi

Il turismo delle manifestazioni

Voglio ringraziare il Governo in carica, nonché l’attuale Giunta comunale, per aver offerto alla mia famiglia l’occasione di compiere quest’anno meravigliose passeggiate nel centro storico di Brescia. Abbiamo partecipato in luglio ed in ottobre alle manifestazioni di protesta contro lo «scippo» compiuto dall’assessore Labolani ai danni della Biblioludoteca, ed in tali occasioni abbiamo potuto ammirare - anche se solo dall’esterno - il meraviglioso palazzo di Contrada del Carmine che ospitava tale struttura dedicata all’integrazione. Manifestando contro la Riforma Gelmini, i mei ragazzi hanno avuto poi il modo di ammirare la meravigliosa piazza sulla quale si affaccia la sede del Municipio, le variopinte e da sempre pittoresche vie San Faustino, Capriolo e delle Battaglie, recentemente da noi ripercorse in compagnia di migliaia di stranieri che protestavano contro l’esclusione dal «bonus bebé» e l’inclusione dei loro figli nelle classi separate.
E’ un vero peccato che il sindaco Paroli voglia confinare solo in alcune zone del centro storico di Brescia il diritto costituzionalmente garantito di manifestare in maniera pacifica; in fondo, le manifestazioni pubbliche, oltre che esercizio di un diritto civico, possono costituire anche un’occasione di turismo intelligente.
Emanuele Formosa
BRESCIA

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Rassegna stampa - Lettera al Bresciaoggi

Tratto dalla rubrica “Lettere” del Bresciaoggi
mercoledì 10 dicembre 2008

CONNESSIONE CAMPUS

E sul futuro tutti in silenzio

Nell’inaugurare la manifestazione “Connessione Campus” le parole pronunciate (e riportate dalla stampa) dal presidente Cavalli, dall’assessore Mantelli e dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Colosio, sono state cariche d’entusiasmo, non un’osservazione è stata fatta in merito al problema che oggi nessuna famiglia sa a che tipo di scuola superiore potrà iscrivere i propri figli ed in quale edificio scolastico troveranno sede i nuovi ordinamenti. Non si sa come saranno i futuri sei Licei, come saranno i futuri undici Istituti Tenici, come saranno gli Istituti Professionali Statali. Che gli amministratori provinciali non abbiano ricordato questo “piccolo” problema, appare ovvio: dovevano nascondere e non ricordare all’opinione pubblica le magagne della loro parte politica, che non l’abbia fatto neanche il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale mi pare ancor più grave, visto che non dovrebbe essere preoccupato di difendere l’operato del Governo, ma dovrebbe preoccuparsi del buon funzionamento del sistema scolastico in generale e in particolare di quello provinciale.
Maurizio Billante
BRESCIA

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Rassegna stampa - Lettera al Sole 24 Ore

Dalla rubrica “Lettera al Sole 24 Ore”

La riforma della scuola

Cosa spinge così tante persone a manifestare contro la riforma in atto nella scuola?
C’è ovviamente la contrarietà alle disposizioni normative che connotano la riforma. C’è la consapevolezza che non può esistere sviluppo di un Paese se non si fa ricerca ….
(Emanuele Formosa - Brescia)

Scarica la lettera completa Lettera al Sole 24 Ore (99.73 KB)

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Manifestazioni vietate in città

Manifestazioni vietate in città: gravi le affermazioni del sindaco.
La presa di posizione della Camera del Lavoro

«Non tollereremo più che quattro autonomi tengano in ostaggio la città con manifestazioni di protesta ogni sabato pomeriggio. Mi adopererò perché vengano vietate quelle manifestazioni che danneggiano Brescia e impediscono di viverla. Se usano la tattica dura io difenderò la città con ogni mezzo».

«Trovo niente affatto antidemocratico che le manifestazioni vengano spostate altrove, e che comunque non si facciano di sabato», dice. E promette di rivolgersi alla Prefettura perché prenda gli opportuni provvedimenti, e le vieti nei momenti e nei luoghi che impediscono la serena fruizione del centro.

Sono alcune delle affermazioni che il sindaco di Brescia Adriano Paroli ha rilasciato nei giorni scorsi.

>>Leggete il resto dell’articolo

Bresciaoggi 07 dicembre 2008

Quella frase del dirigente

Egregio direttore, come genitore di alunni frequentanti la scuola primaria mi permetto di rivolgere al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, signor Giuseppe Colosio, una richiesta di spiegazione di cosa egli intendesse per “opinioni in dissenso con le finalità educative della scuola” nel momento in cui egli ha emanato una «Nota personale riservata» inviata a presidi e direttori didattici il 17 ottobre scorso (vedasi “Bresciaoggi” del 18 novembre). A mio parere al dirigente Colosio é mancata una giusta motivazione per bloccare i tentativi degli operatori scolastici di sensibilizzare ed informare gli utenti della scuola circa la riforma in atto, e da questa mancanza di argomentazioni é scaturita la sopra riportata frase, a mio avviso priva di senso.
A me personalmente - ed invito il dirigente Colosio a smentirmi - sembra che la frase vada interpretata e letta nel seguente modo: “opinioni in dissenso con la riforma in atto nella scuola”. E facendo queste considerazioni tra me e me, mi sono ricordato di un altro articolo apparso su Bresciaoggi l’8 novembre scorso, in cui si leggeva che il dirigente Colosio sarebbe in predicato di divenire consulente del minist ero dell’Istruzione.
Emanuele Formosa

BRESCIAOGGI, 9 DICEMBRE 2008
Le scuole alla Gelmini: «Modifica la legge»

Mariastella Gelmini si appresta a varare i regolamenti attuativi della legge 169 di riforma della scuola. Ma oggi, prima di farlo, riceverà una lettera firmata da 24 assemblee dei circoli didattici e dei consigli d’istituto di Brescia e provincia, che le chiedono di utilizzare i regolamenti per «modificare profondamente la legge» ed evitare di «scaricare sulle famiglie la necessità di risparmiare sulle spese dello Stato». Una buona fetta della scuola bresciana ha preso carta e penna per dire al ministro dell’Istruzione che la sua riforma «è solo un’applicazione dei tagli richiesti dalla legge 133» Finanziaria. E i firmatari « sarebbero molti di più se il tempo non stringesse», dice Monica Greppi, presidente dell’XI Circolo di Brescia che ha preso l’iniziativa. Nell’elenco delle adesioni ci sono sei circoli didattici della città, e altri di grossi centri come Orzinuovi, Montichiari, Leno, Gussago, Salò, Manerbio. Ci sono consigli delle medie e degli istituti comprensivi cittadini e di Adro, Rezzato, Coccaglio, Borno, Concesio, Nave. Nel documento approvato in molti casi all’unanimità tutti si dicono perplessi per «un provvedimento che non rappresenta un miglioramento della scuola, e che scardina l’impianto della primaria, ridu­ce il tempo scuola anche di infanzia e secondaria, taglia l’organico degli insegnanti».
Ricordano al ministro che le leggi del tempo pieno, dei moduli didattici e del prolungamento d’orario fino a 30 ore «erano una risposta alle profonde trasformazioni del Paese, si fondavano su processi di innovazione lungamente sperimentati e accompagnavano o anticipavano provvedimenti legislativi». Nei fatti, « vent’anni di storia della scuola hanno portato all’attuale ordinamento ‑ scrivono le scuole bresciane ‑ e altri vent’anni ne hanno consolidato la pratica».
Le leggi che sono seguite hanno portato alla pluralità dei docenti« a garanzia di una professionalità meno generica», alla valorizzazione delle discipline, a un modello culturale pluralista, alla corresponsabilità educativa e didattica, al confronto professionale sugli interventi individualizzati ‑ elenca la lettera ‑, a tempi di programmazione entro l’orario cattedra, alla valutazione collegiale delle competenze degli alunni, all’aumento del tempo scuola per poter svolgere laboratori e rispettare i diversi tempi di apprendimento. Tutto ciò, in sostanza, ha portato a «un’idea di scuola come laboratorio di integrazione sociale e di cittadinanza, luogo di apprendimento oltre che di formazione per tutti e per ciascuno». E in questo quadro sottolineano «l’eccellenza della scuola bresciana», che ha «sopperito alla carenza di tempo pieno fortemente richiesto dalle famiglie con il tempo modulare e prolungato su settimana corta». Le 24 assemblee dei consigli di circolo e d’istituto ricordano pure che i moduli (3 docenti su 2 classi) adottati a livello regionale «costituiscono già economia di risorse rispetto al tempo pieno che prevede due docenti per classe». E pur sapendo le difficoltà finanziarie del presente, ritengono che «ridurre il tempo scuola e tornare al maestro unico insieme all’aumento degli alunni per classe impoverisca l’azione formativa, penalizzi gli alunni con problemi di apprendimento, metta in difficoltà le famiglie, comprometta la coesione sociale».
A dirla tutta, poi, la conciliazione dei tempi di lavoro con là cura dei figli richiede un’organizzazione scolastica con attività formative pomeridiane ‑sottolineano ‑, e poiché le scuole «non hanno fondi per accollarsi questi costi», perdere il tempo pieno «significa proporre una scuola dell’intrattenimento dove parcheggiare i figli mentre i genitori lavorano, con costi interamente a carico delle famiglie». Da tutto ciò, l’auspicio che la legge «possa essere profondamente modificata attraverso i regolamenti attuativi, e che si apra un confronto per la necessaria revisione».

Scarica la lettera
Lettera aperta alla Ministra Gelmini (21 KB)

LE ELEZIONI ALLA SAPIENZA CARATTERIZZATE DAI BROGLI BARONALI E CLIENTELARI.

POCHI STUDENTI A VOTARE RISPETTO ALLE MIGLIAIA VISTE NELLE MANIFESTAZIONI.

Il nostro eletto in CDA sarà legato a doppio filo e senza
indugio alle scelte delle assemblee degli studenti e delle studentesse
di cui gli eletti non possono che esserne uno strumento dentro
istituzioni universitarie antidemocratiche e medioevali.

Le elezioni universitarie del 25 e 26 novembre alla Sapienza lasciano un dato evidente. Se sommando i voti delle Facoltà della Città universitaria i Collettivi sono la prima lista, il dato cambia radicalmente con i voti della Facoltà di Medicina e delle sedi distaccate di Latina e Pomezia.
Riteniamo uno scandalo senza simili in Europa che la maggioranza relativa dei voti per la rappresentanza studentesca vada ad una lista organizzata, propagandata e finanziata dal Rettore Luigi Frati (Vento di Cambiamento), prendendo la metà dei propri voti in una sola Facoltà (Medicina), guarda caso proprio quella di cui il Rettore è stato preside per molti anni.
Controllo dei seggi, timbri dello statino per il voto, studenti “accompagnati” ai seggi ed altro ancora. Abbiamo assistito alle peggiori irregolarità. Un vero e proprio scandalo baronale-clientelare che ha favorito anche le altre due liste vicine al Rettore (Lista Aperta e Sapienza in movimento) con cui c’è stato un vero e proprio scambio di voti e candidati, legato a clientele ed appalti dentro il più grande Ateneo italiano.
Non ci stupiamo allora che siano andati a votare solo 13.000 studenti e studentesse, appena il 10,6% degli aventi diritto. Pochissimi se confrontati con le decine di migliaia di studenti che dentro il nostro Ateneo si sono mobilitati in questi giorni contro il Decreto Gelmini esprimendo la propria partecipazione diretta. E sono le migliaia di studenti in movimento quelli dimostratisi veramente legittimati a parlare.
Il risultato ha mostrato bene - al contrario di quanto sostenuto dalla propaganda di Governo - quanto il potere baronale sia contro il movimento e la sua autorappresentazione.
Nonostante ciò se guardiamo le sole liste politiche presenti, il voto alle liste contro la Gelmini ha triplicato quello alla sola Alleanza Universitaria (che elegge un fascista vicino al foro 753, battendo al proprio interno l’area di Fini) anch’essa peraltro protagonista di irregolarità nelle sedi distaccate di Latina e Pomezia - con veri e proprie violenze davanti ai seggi - su cui abbiamo già presentato un esposto.
Nonostante tutto ciò la lista Collettivi in movimento-Anomalia Sapienza è l’unica lista di sinistra ad eleggere un consigliere in Cda, confermandosi prima lista nelle Facoltà di Scienze, Lettere, Filosofia e Psicologia, e raggiungendo ottimi risultati a Scienze politiche e Giurisprudenza. Le Facoltà dove i collettivi da anni lavorano per costruire vertenze e mobilitazioni.
Il nostro eletto lo vincoliamo da subito alle assemblee in mobilitazione. I nostri candidati infatti ruoteranno a turno in Cda, e seguiranno il mandato vincolante del movimento.
L’Onda infatti si rappresenta da sola.
L’Onda continuerà a travolgerli, a cominciare dalla pretesa dal Cda al non aumento delle tasse universitarie nei prossimi anni, gli anni appunto dei tagli previsti dalla 133, e che noi non vogliamo pagare.
Con ancora più forza di prima, ripetiamo: Tutto il potere al movimento!

Collettivi Universitari

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